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ALLERGIE RESPIRATORIE

Allergie

Disturbo del sistema immunitario caratterizzato da uno squilibrio della reattività immunologica, che determina reazioni anomale al contatto con determinate sostanze (allergeni). L'allergia è in parte determinata geneticamente attraverso il contributo di più geni (ereditarietà poligenica), in parte determinata dall'ambiente (esposizione ad allergeni).

Il sistema immunologico, di fronte a molecole di sostanze che provengono dall’esterno dell’organismo, è in grado di riconoscere quelle innocue, che vengono ignorate, da quelle potenzialmente dannose. In presenza di elementi estranei che vanno allontanati, come batteri e virus o tossine, il sistema immunitario si attiva ed elimina gli agenti dannosi per mezzo di anticorpi o linfociti citotossici.

Questa reazione comporta una reazione infiammatoria iniziale che si spegne rapidamente. Nel soggetto allergico invece, il sistema immunitario reagisce contro sostanze che non sono necessariamente dannose, e che non suscitano alcuna reazione nel soggetto non allergico. Questa reazione anomala - detta appunto allergica, cioè reazione diversa, inaspettata - è accompagnata da un'infiammazione vivace e prolungata, che segna le caratteristiche cliniche di tali reazioni.

Sistema immunitario e reazione allergica

Quando la reazione allergica si manifesta in modo violento dopo pochi secondi o pochi minuti dal contatto con l’allergene si parla di ipersensibilità immediata, che è dovuta alla presenza di una specifica classe di immunoglobuline, le IgE. Nel soggetto allergico si verifica una eccessiva produzione di IgE, che è dovuta all'eccessiva proliferazione di una sottoclasse di linfociti T, detti Th2, che, se attivati, producono linfochine particolari - come l'interleuchina 4 - che promuovono la produzione di IgE da parte dei linfociti B. Le IgE sono anticorpi prodotti anche in condizioni normali, ma solo in piccola quantità. Nei soggetti allergici, invece, la loro concentrazione nel sangue è di solito molto elevata. Una volta prodotte in seguito allo stimolo antigenico, le IgE si fissano alla superficie di altre cellule, i mastociti, localizzati nei tessuti connettivi, che contengono sostanze capaci di indurre rapidamente una reazione infiammatoria, come l'istamina. Quando l'allergene si combina con le IgE fissate alla superficie, il mastocita si attiva, liberando l'istamina che a sua volta dà inizio all'evento infiammatorio (orticaria, asma, rinite). Contemporaneamente altre cellule dell'infiammazione vengono attivate e reclutate nella sede della reazione allergica, con liberazione di altri mediatori.


Manifestazioni cliniche dell’allergia


Sono queste sostanze (istamina, eparina, serotonina, prostaglandine, leucotrieni) che provocano tutte le manifestazioni cliniche dell’allergìa: i dolori addominali e la diarrea nelle allergìe alimentari; il dolore e il prurito nella dermatite da contatto; il prurito degli occhi e delle vie nasali, gli starnuti, la lacrimazione e il naso gocciolante nel raffreddore da fieno; le difficoltà respiratorie nell’asma; la reazione anafilattica. Le sostanze che possono provocare un’allergìa sono moltissime e di natura diversa. Spesso si tratta di pollini o di spore di muffe o di funghi (raffreddore da fieno), oppure di farmaci. Soprattutto nei casi in cui i sintomi di un raffreddore allergico (cioè con frequenti starnuti e secrezione nasale acquosa) si manifestino per tutto l’anno, la causa è di solito da ricercare in qualche elemento dell’ambiente casalingo: per esempio, i peli di un animale domestico oppure gli acari della polvere di casa, che abbondano nei materassi, nei cuscini o nelle tappezzerie. Normalmente, un semplice test cutaneo permette di individuare l’allergene che provoca la reazione allergica (vedi allergometria): se il paziente ha già prodotto IgE specifiche per un suo precedente contatto con questo allergene, i mastociti della pelle - che portano sulla loro membrana cellualre le IgE specifiche per quell'allergene - vengono stimolati a liberare le loro sostanze chimiche e in pochi minuti si manifesta una reazione allergica acuta localizzata, con comparsa di una vescicola arrossata e pruriginosa. Il modo più sicuro per non subire la reazione allergica è quello di evitare il contatto con l’allergene, quando esso sia stato individuato. Se è impossibile si agisce in modo che un eventuale contatto non provochi - o almeno attenui - la reazione allergica. Si possono usare tecniche particolari come la desensibilizzazione alla Besredka, o terapie iposensibilizzanti; esistono poi trattamenti farmacologici specifici per le varie forme cliniche.

Tutte le cause

A tutt’oggi non è possibile chiarire con assoluta precisione le cause di questo "errore" del sistema immunitario, pur tuttavia sapendo come avvengono i meccanismi ( descritti prima ) di allergizzazione non si riesce ancora a stabilire con sicurezza chi è a rischio, chi no. Una delle poche cose che i medici oggi sanno è che non è uguale per tutti il tempo di allergizzazione ( tempo che trascorre tra il primo contatto con la sostanza e lo "scatenamento" dei sintomi ): infatti è dimostrato che questo periodo può variare da appena qualche giorno addirittura a diversi anni!

Altrettanto noto è che vi sia una percentuale di ereditarietà, cioè si riscontra che il 30% dei bambini che hanno un genitore che soffre di allergia possono sviluppare fenomeni allergici dello stesso tipo anche quando sono in età adulta.

Fattori ambientali più importanti:

Fattori esterni

1) Polluzione ambientale: sicuramente aggrava i sintomi allergici ed aumenta la risposta infiammatoria all'esposizione allergenica.

2) Ozono: è in grado di determinare la comparsa di vari sintomi respiratori, deficit funzionali ventilatori, iperreattività bronchiale e flogosi bronchiale (con infiltrato neutrofilo e rilascio di leucotrieni).

3) Traffico veicolare: tra le varie sostanze rilasciate dai motori a scoppio sicuramente il particolato del diesel ha maggiore importanza in allergologia, in quanto le piccole dimensioni ne facilitano la penetrazione nei piccoli bronchi ed induce una risposta immunologica di tipo Th2.

4) Esposizione allergenica: esiste una chiara correlazione tra grado di esposizione allergenica e sviluppo di sensibilizzazione; numerosi studi hanno evidenziato che alti livelli di allergene inducono una elevata prevalenza di soggetti sensibilizzati. In particolare, gli elevati livelli di acari e derivati di animali domestici sono tra i più importanti responsabili dell' incremento epidemiologico delle allergopatie.

Fattori interni

1) Fumo di tabacco: viene sicuramente considerato il principale fattore in grado di determinare lo sviluppo di allergie e di sintomi respiratorii. Il fumo di tabacco può agire con diverse modalità: perinalazione diretta o attiva per inalazione passiva ed anche attraverso gli scambi materno-fetali durante la gravidanza; tra l'altro il fumo di tabacco contiene una proteina che induce la sintesi di IL6.

2) Polluzione domestica: le moderne abitazioni sono caratterizzate da spinte misure di coibentazione che impediscono il ricambio d'aria ed elevano il tasso di umidità, condizioni che favoriscono il ristagno di inquinanti legati alle cucine a gas e al fumo.

3) Allergeni domestici: è sempre più diffuso il numero di case in cui sono presenti animali domestici (la persistenza degli allergeni di gatto può persistere per mesi!).

4) Stile di vita: sempre più ore vengono trascorse in ambienti confinati, che sono inquinanti e con alti livelli di allergeni.

Le sostanze allergizzanti

Gli allergeni entrano in contatto con l’organismo soprattutto attraverso l’aria respirata. I più comuni e noti sono i pollini delle piante e delle erbe presenti nell’aria da metà gennaio a fine settembre. Vediamo quali sono i periodi della loro comparsa nell’aria.

  • NOCCIOLO: da gennaio a fine marzo.
  • OLMO: da metà febbraio ad aprile.
  • PIOPPO E SALICE: da marzo a fine maggio.
  • PARIETARIA: da maggio a settembre ( soprattutto sulle coste a sud dell’Italia )
  • BETULLA: da aprile a metà giugno.
  • QUERCIA, FAGGIO, PLATINO, PINO: da metà maggio a metà agosto.
  • PIANTAGGINE, ACETOSA: da maggio ad agosto.
  • GRAMINACEE: da metà maggio a metà settembre.
  • TARASSACO: da maggio a giugno.
  • ORTICA: da maggio a settembre inoltrato.

Anche se non appartengono alle allergie stagionali è comunque importante citare gli "allergeni da casa", presenti ovviamente nel corso di tutto l’anno ma che danno gli stessi sintomi di quelli stagionali e sono:

Prodotti che si trovano sulla desquamazione della cute di animali presenti nelle nostre case come cani, gatti, uccelli, conigli, cavie.

Prodotti fecali di un acaro, il dermatofagoide, che vive negli ambienti polverosi e umidi, specialmente nei materassi di lana, nei tappeti e nelle moquette.

Tipi di allergie

Quali sono i sintomi

  • Sintomi nasali: starnuti ripetuti, secrezioni acquose nasali, naso chiuso, prurito.
  • Sintomi oculari:  prurito, arrossamento, gonfiore, lacrimazione, fastidio alla luce.
  • Sintomi respiratori: senso di mancanza d’aria, tosse di origine irritativa, respiro affannoso e accorciato.
  • Sintomo frequente in tutti: la stanchezza e l’irritabilità.

Tutti i sintomi possono presentarsi singolarmente o variamente associati nei casi più gravi, soprattutto in quelle persone che presentano allergie stagionali da molti anni può esserci una complicanza asmatica.

Come si diagnostica

In genere la diagnosi in un primo tempo si basa sulla presenza di sintomi descritti che si presentano in prevalenza durante la primavera o l’estate. In un secondo tempo si pratica un test fondamentale per fare una sicura diagnosi di allergia e, cosa importante, per individuare la sostanza che il sistema immunitario, per errore, considera estremamente nociva. Vediamolo.

Prick test. Questa prova diagnostica è anche chiamata test cutaneo o cutireazione con allergeni. Si praticano delle "scarnificazioni" non sanguinanti e non dolorose cutanee di un centimetro sulla faccia interna del braccio e distanti fra loro almeno due centimetri. Su ognuna si depone una goccia di soluzione acquosa di differenti sostanze ( allergeni ). Se c’è reazione positiva, cioè si è allergici a una o più sostanze, entro 10-20 minuti si forma un ponfo roseo e pruriginoso là dove l’allergene specifico è stato deposto.

Per i casi dubbi occorre effettuare il rast, ovvero un test basato su di un prelievo di sangue e sulla ricerca degli anticorpi specifici presenti per una o più sostanze allergizzanti.

Esiste un terzo test chiamato "provocazione bronchiale" agli allergeni, cioè si osserva la reazione delle mucose bronchiali ( bronco-costruzioni ) inalando vaporizzazioni infinitesimali di allergeni.

Come prevenire

Vediamo adesso i consigli pratici per limitare l’allergia dando dieci regole anti allergiche.

Al di là d’interventi specifici terapeutici preventivi, quali l’immunoterapia della medicina ufficiale, il vaccino omeopatico o l’agopuntura, non si può a tutt’oggi effettuare una prevenzione efficace affinché il sistema immunitario non commetta "errori". Tuttavia è utile attuare alcune misure precauzionali, durante le stagioni "incriminate", finalizzate a limitare i danni delle reazioni allergiche.

Ecco quindi le dieci regole "anti allergiche" da far seguire soprattutto a chi ha avuto anche un lieve raffreddore allergico nella precedente primavera, oppure a chi ha un genitore sofferente di questo disagio stagionale.

Assumere in acqua del gemmoderivato di ribels migrum, al mattino appena svegli e nel tardo pomeriggio per almeno tre mesi. Questa pianta è un ottimo riequilibratore del sistema immunitario

Integrare la dieta con vitamine del gruppo C, B e K, utili in particolare per la congiuntivite e la rinite

Evitare alimenti che presentano nell’etichetta la voce "aromi naturali" perché a volte fra questi si nascondono sostanze allergizzanti; miele, propoli e polline sono da bandire soprattutto a che soffre di asma allergico

Non assumere farmaci senza consultare un medico perché che soffre di allergia è molto più sensibile di altri ai prodotti chimici delle medicine. Tra l’altro non tutti sanno che l’acido acetilsalicilico, ad esempio, può scatenare un’asma

Non fumare ed evitare ambienti di fumatori, perché le mucosi nasali-oculari possono irritarsi

Seguire semplici regole di vita quali:
Dormire almeno 8 ore per notte;
Alimentarsi tre volte al giorno;
Riposare o "staccare" dal lavoro almeno un quarto d’ora quando ci si sente stanchi;
Fare un’attività fisica settimanale, non agonistica;
Ricavare tempo libero da dedicare a se stessi;
Imparare a non combattere con le proprie emozioni e a gestirle con serenità nel rapporto con gli altri (è ormai a tutti noto che emozioni a lungo trattenute, stress psichici e fisici, vita sregolata... sono fattori che disarmonizzano il sistema immunitario e aggravano le allergie.

Prestare attenzione alle giornate secche e ventose, perché con questo clima le concentrazioni nell’aria dei pollini sono massime (mentre sono minime quando piove)

Non effettuare opere di giardinaggio o il taglio dell’erba nei momenti critici

Preferire la vacanza al mare piuttosto che in montagna: al mare i pollini sono meno presenti, mentre in montagna ciò accade sopra i duemila metri

Seguire il calendario pollinico e il bollettino della densità pollinica dati ogni anno dall’Associazione italiana di aerobiologia. Questa, a seconda delle varie zone d’Italia e dei periodi mensili, rileva nell’aria le diverse concentrazioni dei 16 pollini più allergizzanti. Per il bollettino clicca qui.

ALLERGIE RESPIRATORIE

Definizione:

Si tratta delle allergie in cui gli allergeni entrano a contatto con l’organismo soprattutto attraverso l’aria respirata.

Cause:

Le allergie stagionali sono generalmente provocate dal polline e si verificano quindi in quei periodi dell’anno in cui fioriscono le piante. Le allergie croniche sono provocate perlopiù da allergeni con cui si entra quotidianamente in contatto, per esempio il pelo di animale, la polvere o le piume. Di solito esiste una predisposizione familiare.

Tipi di allergia respiratoia

Le allergie respiratorie possono essere determinate da una vasta gamma di sostanze dette allergeni che possono, in prima istanza, essere ricondotte a 4 gruppi fondamentali: i pollini, i cosidetti acari della polvere, i derivati epiteliali degli animali, le muffe.

Per definizione i pollini che possono determinare allergia sono quelli anemofili cioè quelli che sfruttano il vento per fecondare altre piante e che quindi si differenziano da quelli entomofili che sfruttano gli insetti..

Nella stagione dei pollini si susseguono le fioriture di diversi tipi di piante che determinano la comparsa dei caratteristici sintomi (rinite, congiuntivite, tosse, dispnea o fame d'aria, asma) in periodi abbastanza ben delimitati: è molto importante per l'allergologo sapere in quale periodo sono comparsi i sintomi per poterli collegare, visti i risultati delle prove allergologiche cutanee, con una singola pianta.Un allergologo non potrà mai accettare una vaga individuazione del periodo del tipo " in primavera " oppure " quando inizia il caldo " ma ha bisogno di sapere con ragionevole certezza il mese o i mesi in cui la sintomatologia era presente. (Per vedere il periodo di fioritura delle principali piante in Italia cliccate qui). Anche perché le prove di un allergico dimostrano di solito una polisensibilizzazione (cioè la positività verso diversi allergeni) che potrebbe indurre in errore.

Tra le prime piante a fiorire nella Pianura Padana sicuramente il gruppo delle Betullacee e Corilacee, a cui si possono ricondurre la stessa Betulla, il Nocciolo e l'Ontano. Queste tre piante da un punto di vista allergenico, cioè delle sostanze che danno l' allergia, vengono considerate sovrapponibili. Esiste una piccola differenza nei periodi di fioritura che può essere nel mese di Gennaio per il Nocciolo, Febbraio, Marzo ed i primi giorni di Aprile per la Betulla

Successivamente compaiono i pollini delle Graminacee che iniziano verso Aprile e terminano a Giugno. Di solito si ha poi verso Settembre un nuovo periodo di pollinazione. Le Graminacee da un punto di vista allergenico sono tutte sovrapponibili tra di loro, eccetto l' Erba Canina che presenta caratteristiche allergeniche proprie, per cui viene testata singolarmente.

La Parietaria, una volta tipica delle coste e delle isole e adesso ben rappresentata anche nella Pianura Padana, fiorisce da metà Maggio a Luglio, perdendo quindi quelle caratteristiche di allergene perenne che ha invece in altre regioni, come per esempio la Campania.

L' Olivo nella Pianura Padana è tipico della regione del lago di Garda, nel resto d' Italia sulle coste. Periodo di fioritura maggio - giugno.

Da circa 15 anni sta assumendo sempre maggiore importanza l' Ambrosia, pianta importata dagli USA a cominciare dagli inizi del '900 e che ha trovato un habitat favorevole in Lombardia nella zona di Legnano, Magenta e Busto Arsizio. Fioritura Agosto - Settembre

Altra famiglia di pianta emergenti è sicuramente quella delle Cupressacee, fino a non molti anni fa considerate non molto allergizzanti. Fioritura da Gennaio ad Aprile - Maggio

Gli Acari della Polvere

Il Dermatophagoides pteronyssinus è l'origine del più potente allergene che causi l'asma. Si adatta molto bene alla vita nelle nostre case, dimorando essenzialmente nel letto e si nutre delle scaglie di pelle umana perse con la fisiologica desquamazione. Gli Acari ricavano i liquidi dall'aria per cui il tasso di umidità nell'atmosfera è fondamentale per il loro proliferare. L'habitat ideale è dato da una umidità intorno all'80% ed una temperatura di 25 °C. Nelle aeree montane oltre i 1400 metri di quota la loro presenza si fa più sporadica, probabilmente per effetto della riduzione dell'umidità e della temperatura. Hanno dimensioni intorno agli 0,3 mm e le loro feci hanno dimensioni intorno ai 20 millesimi di millimetro e sono quindi adatte ad essere inalate in profondità nel naso e nei polmoni.

Gli Animali Domestici

Sono oggi tra le principali cause di reazioni allergiche. Perché si scateni l'allergia non è necessaria la presenza dell'animale. Gli allergeni sono infatti presenti nell'aria e nella polvere di casa, nel caso del gatto anche dopo molto tempo dall'allontanamento dell'animale. Gli allergeni del gatto sono nella saliva,ed il pelo se ne ricopre quando l'animale si lecca; il pelo in sé non è allergizzante. Gli allergeni del cane sono nella pelle, nel pelo e nella saliva.

Le Muffe

Fanno parte del regno dei funghi, sono molto adattabili e possono crescere ovunque vi siano ossigeno e umidità sufficienti. Sono formate da un lungo filamento che cresce sulla superficie di materiali organici quali i residui vegetali in decomposizione o la frutta e il formaggio marcescenti. Scatenano reazioni respiratorie allergiche di solito in autunno quando le spore di Aspergillus fumigatus o di Alternaria sono presenti nell' atmosfera in quantità elevata. Le spore di Cladosporium herbarum raggiungono valori elevati in primavera-estate e la muffa colonizza le sostanze vegetali ed in particolare l' erba. Si possono trovare anche nell' ambiente domestico, per esempio sulla frutta, negli umidificatori e nelle macchie di umidità sui muri

Gli Scarafaggi

Nelle città, gli attacchi di asma allergici sono provocati dal 23 al 60 per cento dei casi dagli scarafaggi. Le loro feci si disperdono nell’ambiente sotto forma di polvere e contengono una proteina digestiva che è un potentissimo allergene: se inalata scatena nelle persone sensibili riniti allergiche e severi attacchi d’asma. La maggior parte delle abitazioni di città, soprattutto in centro e nei condomini, ospita colonie di scarafaggi

Cross reazioni tra allergeni inalatori ed alimentari

I pazienti allergici a pollini possono lamentare la comparsa, di solito nel periodo di pollinazione, di sintomi quali l'edema delle labbra e della bocca accompagnati da un intenso prurito, dopo aver mangiato frutta o verdura. Questo fatto può essere spiegato dalla presenza di allergeni comuni tra i pollini e questi alimenti: questa malattia viene chiamata Sindrome Orale Allergica e colpisce circa il 25% dei pazienti pollinosici. La sintomatologia può arrivare fino all'edema della glottide determinando difficoltà respiratoria. I pazienti devono pertanto, prudenzialmente, evitare l'assunzione degli alimenti sospettati di dare reazione crociata con i pollini a cui il soggetto è allergico.

Betullacee

  • -mela -banana -finocchio -prugna -carota -mandorla -sedano -nespola
  • -pera -nocciola -patata -pesca -lampone -prezzemolo -albicocca -noce
  • -fragola -ciliegia -kiwi
  • Graminacee
  • -frumento -melone -anguria -pomodoro -kiwi -pesca -albicocca -ciliegia
  • -prugna -mandorla -agrumi
  • Composite
  • -sedano -melone -anguria -mela -banana -zucca -camomilla -cicoria
  • -tarassaco -castagna -prezzemolo -finocchio -olio di girasole -margarina
  • -miele
  • Parietaria
  • -gelso -piselli -melone -basilico -ciliegia -ortica
  • Lattice
  • -banana -castagna -kiwi -fico -pesca -uva -prugna -ciliegia -ananas
  • -arachide -nocciola -pomodoro
  • Le Allergie Professionali


SINTOMI:
Le allergie respiratorie possono essere molto fastidiose perché determinano naso chiuso e/o con abbondante secrezione acquosa, starnuti, asma, prurito cutaneo e arrossamento. Questi sintomi compaiono perché in presenza di allergeni il sistema immunitario rilascia una sostanza chimica chiamata istamina per combatterli. L’istamina causa una serie di reazioni a catena, come edema, congestione nasale e aumento della produzione di muco.

DIAGNOSI:
Per curare un’allergia è indispensabile individuare l’agente che la provoca. A questo scopo esistono numerosi esami che il medico può consigliare per capire quale allergene sta rendendo la vita difficile: prick test, intradermoreazione, RAST.

CURE:
I farmaci più comunemente utilizzati per le allergie respiratorie sono gli antistaminici. Essi agiscono bloccando l’azione dell’istamina che causa l’edema e la congestione alle fosse nasali e aumenta la produzione di muco. Il sodio cromoglicato può essere assunto sotto forma di spray nasale per prevenire i sintomi di un’allergia respiratoria. I decongestionanti diminuiscono la congestione nasale e l’edema restringendo i vasi sanguigni delle membrane nasali e permettendo un più efficace drenaggio del muco. Se tra i sintomi vi è mancanza di fiato, la teofillina può essere utile per aprire le vie aeree. Alcuni steroidi assunti mediante inalazione, come il traimcinolone e il beclometasone, vengono utilizzati nella cura delle allergie, per le persone che soffrono di rinite allergica cronica. Se gli antistaminici non procurano alcun beneficio, talvolta si consiglia la desensibilizzazione che consiste nell’iniettare quantità gradualmente crescenti di allergene.

CURE ALTERNATIVE:
Una miscela di fieno greco, timo e liquirizia può essere utilizzata per fare una tisana. Queste erbe sono blandi decongestionanti e migliorano la congestione nasale e sinusale. L’ortica può essere molto utile nelle sinusiti e in caso di allergie croniche. Consigliati anche rimedi omeopatici, agopuntura e aromaterapia.

ALIMENTAZIONE:
Bere molta acqua per sciogliere le secrezioni e facilitare l’espettorazione. Cercare di eliminare i prodotti caseari dalla vostra alimentazione. I derivati del latte possono ispessire il muco e stimolarne la produzione. Liminare i grassi e gli oli cotti che possono peggiorare la funzionalità dell’apparato digerente.

Programma di Bonifica Ambientale per gli allergici ai Dermatophagoides:

  1. Avvolgere il materasso ed il cuscino con un foglio di plastica o con gli appositi coprimaterassi in maniera tale da impedire il passaggio di aria. Cambiare le lenzuola almeno una volta alla settimana ed esporre alla luce solare ed all' aria aperta materassi e cuscini quando è possibile .

  2. La camera da letto deve essere a temperatura confortevole e non eccessivamente calda (sui 20 °C). Sopratutto non umida e quindi evitare umidificatori e anzi installare deumidificatori se l' umidità ambientale è superiore al 70%.

  3. Arredare la camera da letto con mobili ed arredi capaci di raccogliere il minimo possibile di polvere e che possono essere puliti a fondo tutti i giorni. Le pareti dovrebbero essere verniciate con pittura lavabile.

  4. Le tende dovrebbero essere di cotone o tessuto sintetico leggero e venire lavate spesso .

  5. Giocattoli, libri, peluche, fumetti e soprammobili vanno rimossi dalla camera da letto.

  6. Le coperte sono da preferirsi ai piumoni e vanno lavate con regolarità a secco (il Dermatophagoides resiste fino a temperature di 55 °C).

  7. Evitare di fare le pulizie quando il paziente è in casa e tanto meno farlo partecipare; si consiglia di usare l' aspirapolvere, quelli in cui il sacchetto di carta è sostituito da acqua e dotati di filtro HEPA.

  8. Non arredare la casa con moquette, tappeti o scendiletto e possibilmente rimuovere la moquette se presente. Non fare entrare in camera da letto animali.

Programma di Bonifica Ambientale per gli allergici alle Muffe:

  1. evitare passeggiate nei boschi o lavori di giardinaggio, dove si possono trovare ammassate foglie cadute e macerate da molto tempo, specialmente nel periodo di massima concentrazione (estate e autunno);

  2. non soggiornare in ambienti chiusi da troppo tempo vedasi cantine, case montane, e in habitat ambientali particolari quali, serre e stalle;

  3. in casa: aerare frequentemente gli effetti letterecci ed esporre all’aria e al sole ambienti più vissuti in modo d’assicurare una buona ventilazione;

  4. pulire con accuratezza tutte le zone ricettacolo di polvere (cornici delle finestre, zoccoli dei muri);

  5. pulire con accuratezza le zone ricettacolo di condensa (parte posteriore dei mobili da cucina dove, per la presenza di vapori si possono formare più facilmente muffe, il frigorifero, poiché le muffe hanno una grande vitalità anche a basse temperature);

  6. evitare l’uso di rivestimenti con carte da parati, pertanto trattare le pareti con frequenti imbiancature; laddove sia necessario per un particolare problema d’umidità utilizzare prodotti fungicidi oppure rivolgersi a ditte specializzate;

  7. nell’uso quotidiano della pulizia domestica utili ed efficaci prodotti sono l’ipoclorito di sodio (Candeggina) e la formaldeide (Lisoformio), che possono essere impiegati per il lavaggio della pareti;

  8. evitare di conservare suppellettili personali (indumenti, oggetti in cuoio e carte) in ambienti chiusi limitrofi alla zona di vita del paziente;

  9. evitare di tenere piante verdi, in grande quantità, nella propria casa, lo stesso dicasi sulle pareti esterne (arrampicanti verdi);

  10. pulire gli impianti di condizionamento dell’aria con il ricambio e l’adeguata manutenzione dei filtri (casa e automobile);

  11. controllare l’umidità ambientale, intervenendo con particolari apparecchi (deumidificatori) laddove l’umidità relativa supera il 65%.

  • La terapia farmacologica: esiste una varietà di molecole che possono dare sollievo ai sintomi dell'allergia

  1. Gli antistaminici: sono il caposaldo della terapia dell' allergia, bloccando l' azione dell' istamina rilasciata dai mastociti e sono molto efficaci contro il prurito. Da un decennio sono utilizzati quelli di seconda generazione, molto meno sedativi.

  2. I corticosteroidi: il cosiddetto cortisone è un potente farmaco antinfiammatorio e antiallergico. Dato che la reazione allergica in generale è una forma di infiammazione sono particolarmente utili nella terapia di fondo dell'asma e nel ridurre l'ostruzione nasale. Vengono utilizzati prevalentemente per via spray, per cui i loro effetti collaterali sono ridotti al minimo.

  3. I broncodilatatori: sono farmaci che agiscono sul muscolo liscio bronchiale per cui danno pronto sollievo, usati per via inalatoria, nel caso di attacco acuto d'asma. A differenza dei cortisonici non svolgono azione preventiva ma solo sintomatica.

  4. I cromoni o comunque i farmaci stabilizzanti la membrana cellulare del mastocita: esiste questa categoria di farmaci ad azione preventiva che impedisce la degranulazione cioè la liberazione di mediatori da parte delle cellule implicate nell' allergia. Esistono solamente come farmaci ad uso locale e quindi come colliri, spray nasali e bronchiali. Richiedono una certa costanza nella somministrazione ed un intervallo di tempo piuttosto lungo prima di agire.

  • L' immunoterapia specifica o vaccino: è l'unico tipo di terapia che non curi solo un sintomo ma tutta la malattia allergica nelle sue diverse manifestazioni. Consiste nella somministrazione per via sottocutanea, sublinguale o inalatoria di dosi via via crescenti dell' allergene. Cura quindi in maniera altamente selettiva la reazione allergica verso quel singolo allergene. Presenta la possibilità di dar luogo a reazioni allergiche anche gravi, fino allo shock anafilattico, ma non ha gli effetti collaterali che possono avere i farmaci. La somministrazione della terapia sottocutanea può essere fatta solo da un medico, proprio per limitare le possibili reazioni.

Dizionario

Allergene :molecola con la capacità di stimolare il sistema immunitario a produrre anticorpi IgE, propri della reazione allergica

Allergia :Ipersensibilità dell' organismo verso una sostanza di origine naturale, incapace di dare sintomi in pazienti non allergici

Anafilassi (shock anafilattico) :Reazione allergica acuta ed estremamente drammatica. I sintomi compaiono dopo l' esposizione ad un allergene e possono comprendere asma, orticaria generalizzata, vomito, diarrea, calo pressorio con conseguente collasso e perdita di coscienza fino ad arrivare alla morte

Anticorpo :Sono proteine prodotte dall'organismo in seguito a stimolazione da parte di una sostanza estranea. Gli anticorpi si legano alla superficie delle sostanze estranee all' organismo e collaborano alla loro distruzione. Ci sono cinque classi di anticorpi, quelle denominate IgE sono quelle specifiche dell'allergia

Antistaminici : farmaci in grado di alleviare i sintomi, quali il prurito, la rinorrea, l'arrossamento, dovuti all'allergia per la loro capacità di legarsi ai recettori H1 ed impedire quindi l'azione di uno dei principali mediatori dell'allergia: l'istamina

Asma :malattia polmonare cronica caratterizzata da infiammazione e broncospasmo, anche di origine allergica

Beta agonisti :farmaci broncodilatatori utilizzati nella terapia dell'asma ad azione prevalentemente sintomatica. Esistono a breve durata d'azione, che vanno assunti più volte al giorno, ed a lunga durata, che riescono a coprire le 24 ore con 2 sole somministrazioni, a scapito della prontezza d' intervento

Cortisone : farmaco antinfiammatorio utilizzato per curare le manifestazioni allergiche in particolare sotto forma di farmaci ad uso locale (spray sia nasali che bronchiali)

Cromoni : farmaci molto utilizzati nella terapia dell'allergia,  hanno la capacità di stabilizzare la membrana dei mastociti, impedendone la degranulazione

IgE : Immunoglobulina E è l' anticorpo sensibilizzato nei confronti dell'allergene ed ha la capacità di legarsi ai mastociti di cui determina la degranulazione una volta venuto a contatto con il suo bersaglio

Immunoterapia Specifica : Il cosiddetto vaccino è la cura che riesce a bloccare la naturale evoluzione della malattia allergica e non cura quindi solamente i sintomi: inoltre limita la reazione allergica in tutti gli organi interessati (occhi, naso, polmoni, cute)

Infiammazione : reazione dell' organismo ad un attacco chimico, fisico o infettivo, caratterizzata da rossore, calore,gonfiore, dolore e ridotta capacità funzionale

Istamina : mediatore dell'allergia rilasciato dai mastociti durante la reazione allergica in risposta alla stimolazione da parte di un allergene. Determina la comparsa di prurito, rossore, lacrimazione, rinorrea, starnuti

Leucotrieni : mediatori dell' allergia, dall' alto potere contratturante sulla muscolatura liscia bronchiale

Mastocita : cellula del sangue appartenente alla serie bianca, a disposizione prevalente nelle mucose e nella pelle. Si lega alle IgE, dal cui legame con l'allergene viene spinta alla degranulazione e quindi alla liberazione dei mediatori dell' allergia (stamina, leucotrieni)

Polline : agente fertilizzante maschile

Rinite : è l' infiammazione del naso, che viene causata dall' inalazione degli allergeni. I sintomi comprendono rinorrea (naso che cola), ostruzione nasale, prurito

Skin prick test :

prove allergologiche a lettura immediata, vengono eseguite per i comuni allergeni inalanti sugli avambracci, ponendo una goccia di liquido contenente in sospensione l'llergene e con la punta di un ago o con una apposita lancetta toccando la superficie della pelle. Dopo 15 minuti se si è allergici alla sostanza compare un piccolo pomfo

DOTT .SSA MARTA MONASTERI BIOLOGA

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