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Studio dentistico

Nello studio dentistico il rischio diventa maggiore per le modalità e gli strumenti usati nelle cure

Il rischio infettivo legato all’attività odontoiatrica rappresenta un problema serio e reale ,soprattutto se si considera l’ampia diffusione di tali prestazioni nella popolazione.All’interno dello studio dentistico ,le infezioni possono essere trasmesse per via diretta,mediante il contatto del paziente o dell’operatore con lo strumentario contaminato,o per via indiretta attraverso l’aria e l’ambiente contaminato.

L’uso di strumenti (turbine ,micromotori,ablatori ,ecc.) che nebulizzano l’acqua producendo aerosol infetti ,le pratiche di chirurgia orale sempre più in uso , e la tipologia multietnica dei pazienti curati,ci induce a riflettere sulla notevole potenzialità di trasmissione per via aerea di malattie infettive all’interno dello studio dentistico più che in altre strutture sanitarie.

Tra le malattie più diffuse e trasmesse per via aerea ricordiamo le varie forme di polmonite,TBC,influenza,la SARS,aspergillosi ,ecc. Il rischio principale di infezione è localizzato all’ambiente in cui sono stati immessi. Normalmente la possibilità di diffusione ad altri ambienti limitrofi è modesta, ma non può essere esclusa in rapporto alla ventilazione o a correnti d’aria.

La ritenzione delle particelle contenenti microrganismi nell’albero respiratorio dipende dalla dimensione delle particelle stesse e quindi dalla profondità di penetrazione: più piccole esse sono e maggiore è la probabilità che esse raggiungano gli spazi alveolari. Le particelle superiori a 10 μm di diametro vengono quasi completamente bloccate a livello delle prime vie aeree. Particelle di diametro compreso tra 1-2 μm hanno il 50% di probabilità di raggiungere gli spazi alveolari. Agenti microbici come i micobatteri, le clamidie, le rickettsie ed alcuni agenti fungini devono essere presenti in particelle molto piccole per poter raggiungere gli spazi alveolari.

Gli spray di goccioline sono costituite da saliva, ma contenenti anche un certo numero di microrganismi provenienti dal naso, dalla gola e dai polmoni. Le goccioline più grosse (diametro > 0,1 mm) vengono proiettate a distanza di circa un metro dalla bocca, e raggiungono il pavimento e le persone vicine in pochi secondi. Le goccioline più piccole (diametro < 0,1 mm) evaporano immediatamente trasformandosi in residui solidi chiamati “nuclei delle goccioline” (diametro 1-10 μm) che rimangono aerodispersi come particelle solide minute e possono poi essere inalati

La situazione normativa nazionale ed europea non risulta di chiara lettura ma pone delle direttive importanti:

  • D.Lgs.626/94 sul rischio biologico degli operatori
  • Linee guida per il controllo della legionellosi GUSG n 103 05/05/2000
  • Linee guida per la tutela e la promozione della salute negli ambienti confinati GU n 276 del 27/11/2001
  • Altre norme specifiche per la manutenzione degli impianti