airfree - sterilizzatori d'aria
il purificatore d'aria per tutti gli ambienti
Dentalfix distribuisce airfree Come funziona Airfree contro le muffe le allergie i funghi e come sterilizzatore d'aria per la vostra salute

La sanificazione dell’aria di ambienti confinati

Rivista di prove e controlli di efficacia

IL DISPOSITIVO AIRFREE P80 PRO HEALTH

Il problema della qualità dell’aria confinata ha suscitato soprattutto nelle ultime due decadi un crescente interesse per i suoi riflessi sulla salute umana, inducendo anche prestigiosi organismi ad affrontare la tematica, come la U.S. Environmental Protection Agency (EPA), la U.S. Department of Health and Human Services, il National Institute for Occupational Safety and Health (NIOSH), i Centers for Disease Control (CDC).

Il problema riguarda gli ambienti di civile abitazione, come pure tutta una serie di locali, quali strutture sanitarie (ospedali, infermerie, istituti per anziani, case di cura, ambulatori medici ed odontoiatrici, ambulatori veterinari); strutture pubbliche (asili nido, scuole, uffici, sale di attesa, palestre, mense, dispense); strutture private frequentate da persone affette da forme allergiche; destinate ad accogliere neonati, anziani e soggetti con problemi di immunodepressione.

Gli eventuali contaminanti che possono interessare le suddette strutture possono essere fondamentalmente di due tipi: biologici e chimici.

Tra i contaminanti biologici, vanno ricordati i microrganismi patogeni a diffusione prevalentemente aerea responsabili di alcune malattie respiratorie. Essi si diffondono soprattutto tramite goccioline aerogene e in ambienti di vita o di ricovero sono stati rilevati batteri (agenti di malattie come la difterite, la tubercolosi, la polmonite, la meningite, la pertosse, la legionellosi, la scarlattina, ecc...); virus (agenti di malattie come la rosolia, il morbillo, la parotite, infezioni respiratorie, tra le quali l’influenza umana e quella di origine aviaria, la sindrome respiratoria acuta grave o SARS, ecc...); funghi, agenti di diverse micosi; acari di varie specie responsabili di forme allergiche.

Patogeni in aria.

I microrganismi in sospensione possono sopravvivere per tempi molto variabili, da secondi a ore o addirittura diversi mesi.

Il rischio principale di infezione è localizzato all’ambiente in cui sono stati immessi. Normalmente la possibilità di diffusione ad altri ambienti limitrofi è modesta, ma non può essere esclusa in rapporto alla ventilazione o a correnti d’aria.

La ritenzione delle particelle contenenti microrganismi nell’albero respiratorio dipende dalla dimensione delle particelle stesse e quindi dalla profondità di penetrazione: più piccole esse sono e maggiore è la probabilità che esse raggiungano gli spazi alveolari. Le particelle superiori a 10 μm di diametro vengono quasi completamente bloccate a livello delle prime vie aeree. Particelle di diametro compreso tra 1-2 μm hanno il 50% di probabilità di raggiungere gli spazi alveolari.

Agenti microbici come i micobatteri, le clamidie, le rickettsie ed alcuni agenti fungini devono essere presenti in particelle molto piccole per poter raggiungere gli spazi alveolari.

Patogeni in spray di goccioline.

Starnutendo, tossendo e parlando si espelle uno spray di goccioline costituite principalmente da saliva, ma contenenti anche un certo numero di microrganismi provenienti dal naso, dalla gola e dai polmoni. Lo starnuto è la principale fonte di goccioline, potendo produrre oltre un milione di goccioline piccole (diametro < 100 μm). Le goccioline più grosse (diametro > 0,1 mm) vengono proiettate a distanza di circa un metro dalla bocca, e raggiungono il pavimento e le persone vicine in pochi secondi. Le goccioline più piccole (diametro < 0,1 mm) evaporano immediatamente trasformandosi in residui solidi chiamati “nuclei delle goccioline” (diametro 1-10 μm) che rimangono aerodispersi come particelle solide minute e possono poi essere inalati. I micobatteri della tubercolosi, il corinebatterio della difterite, gli stafilococchi e gli streptococchi possono sopravvivere per giorni, settimane o mesi nei nuclei delle goccioline a temperatura ambiente.

Tra i contaminanti biologici un ruolo importante è oggi attribuito ad alcuni metazoi, gli acari della polvere di casa che sono sorgenti comuni, endemiche di allergeni nelle abitazioni ed in diversi ambienti confinati. Si tratta di forme estremamente piccole, appena visibili ad occhio nudo, facilmente distinguibili dagli insetti per avere, allo stato adulto, 8 zampe e non 6. La specie più comune è l’acaro della polvere di casa (Dermatophagoides pteronyssinus).

Gli acari sono presenti negli effetti letterecci (coperte, cuscini) e nelle imbottiture di sedie e poltrone ove si nutrono di cellule cutanee umane morte. Frequente è pure la loro presenza su tappeti e pavimenti in moquette.

Gli acari richiedono per sopravvivere una umidità relativa elevata. Al disotto del 45% di umidità relativa, muoiono per essiccamento.

Nei riguardi degli effetti sulla salute le feci essiccate degli acari disperse in aria sono la sorgente principale di allergeni, ma anche piccoli frammenti di acari (di diametro inferiore a 5 μm) aerodispersi potrebbero essere inalati e causare risposta allergica. I sintomi sono rappresentati da irritazione al naso e alla gola e rinite. In alcune persone, dopo qualche ora dall’esposizione, possono verificarsi dispnea ed asma. D’altronde sintomi allergici possono essere causati da altre forme viventi come muffe e funghi; le più comuni spore fungine appartengono ai generi Alternaria, Cladosporium, Penicillium ed Aspergillus, in grado di svilupparsi su materiali in legno, tessuti, pitture.

Passando ai contaminanti chimici riteniamo di non prendere in considerazione alcuni dei più comuni inquinanti quali il monossido di carbonio, gli ossidi di azoto, la formaldeide ed il complesso di inquinanti legati al fumo di tabacco in quanto la destinazione degli ambienti presi in considerazione esclude il fumo di tabacco. Il problema sembra, pertanto, legato agli odori. È noto che alcune sostanze negli ambienti confinati, generalmente originate dagli occupanti e/o dalle loro attività, evocano sensazioni odorose spiacevoli. Le sorgenti più comuni sono rappresentate dall’aria espirata di persone con denti cariati, bocca in cattive condizioni o alcuni disturbi dell’apparato digerente ed in parte da acidi grassi volatili presenti nelle secrezioni cutanee, soprattutto durante l’esercizio fisico.

Gli odori sgradevoli possono risultare una causa da non sottovalutare di fastidio o danno potendo causare stress e cambiamenti comportamentali e influenzare negativamente il benessere sociale.

Un cenno merita anche l’ozono, un gas cui si riconosce una notevole tossicità soprattutto nei riguardi dell’apparato respiratorio e della congiuntiva. L’ozono è un inquinante insidioso poiché si forma nell’atmosfera per azione fotochimica su particolari contaminanti e può quindi penetrare in ambienti confinati pregiudicandone la qualità dell’aria.

La situazione che abbiamo esposto ha portato alla ricerca di mezzi che potessero assicurare una sanificazione dell’aria ambiente nei riguardi della contaminazione sia microbica che chimica. Un’apparecchiatura, oggetto della presente relazione, è il dispositivo Airfree P80 pro Health che presenta un meccanismo di azione estremamente semplice. Si tratta, infatti, di un dispositivo in cui l’aria penetra per convezione attraverso le fessure che sono alla base della macchina e viene a contatto di una camera ceramica a temperatura di 200°C. L’aria così riscaldata tende a salire causando una pressione negativa al disotto della camera ceramica che richiama l’aria portando quindi ad un flusso continuo e silenzioso. Infine l’aria viene raffreddata prima di essere immessa nell’ambiente.